Oggi ci troviamo – individualmente e collettivamente – in un momento molto peculiare della nostra evoluzione. La contemporaneità è caratterizzata da sfide esistenziali impegnative: diffusa difficoltà nella gestione di un mondo sempre più veloce e inafferrabile; impreparazione nel riconoscere la propria identità e nel cogliere l’interconnessione col resto del creato; mancanza di spiegazioni chiare e rassicuranti sulle grandi questioni della vita… e il malessere è incalzante. Questo disagio, in realtà, quando compreso, colto e accolto, può diventare il nostro più grande amico, nella misura in cui ci obbliga a farci nuovamente domande, a metterci alla ricerca di risposte e a sviluppare competenze che ci permettano di affrontare un mondo in continuo cambiamento.

La situazione è tale che non possiamo permetterci di stare ad aspettare che la soluzione ai problemi ecologici del nostro tempo venga dall’alto, che venga proposta o imposta dai governi; c’è qualche cosa che dobbiamo cominciare a fare affinché la soluzione si manifesti a partire dal basso, da ogni singolo individuo del pianeta, da ognuno di noi in prima persona.

C’è cosa è che ognuno di noi può fare? E’ questo l’interrogativo inquieto spesso inespresso. E non c’è niente di peggio, in situazioni di crisi come quella che si profila all’orizzonte, del sentirsi impotenti.

Sì, qualche cosa che possiamo fare c’è: svegliarci a una più ampia visione del mondo, della vita e di noi stessi. Possiamo prendere spunto dal disagio interiore, quando comincia farsi più diffuso e insistente – a partire da problemi personali o dal malessere esistenziale dato dalla situazione planetaria contingente –, per intraprendere quello che attualmente, in ambito psicologico, si chiama un percorso di crescita personale. Occuparci di noi è il primo passo per occuparsi bene del pianeta.

Crescere vuol dire rendersi disponibili a mettere in gioco tutto quanto su di sé, sul mondo e sulla vita si ha sempre pensato, per aprirsi a una possibile riformulazione di tutto ciò che finora è stato dato per scontato, per allargare gli orizzonti e riappropriarsi in prima persona del potere di “leggere” e di “scrivere” la realtà conformemente a quanto non gli eventi, non l’educazione ricevuta, non i condizionamenti del passato determineranno, ma secondo una scelta consapevole, formulata nel qui e ora secondo i valori che si decideranno essere, di volta in volta, quelli più importanti.

Vuol dire riappropriarsi del proprio potere personale, nei confronti della propria esistenza, prima di tutto, e del mondo circostante subito dopo.

L’Ecopsicologia nasce proprio per fronteggiare i nuovi malesseri dilaganti, più esistenziali che psicologici, più legati a vicende collettive ed epocali che individuali. Ecotuner, Ecopsicologi, EcoCounselor e Green Coach sono preparati ad accompagnare le persone ad ampliare orizzonti e a sviluppare flessibilità percettiva per trasformarsi da spettatori a protagonisti della contemporaneità e ritrovare dentro di sé e attorno a sé le risorse che sono venute a mancare; quelle davvero importanti.

Il coinvolgimento della Natura, in questo più ampio contesto, è cruciale. In Natura tutto è sempre in continuo cambiamento e c’è molto che possiamo imparare dai suoi ritmi, dai suoi modi, dai suoi processi. La Natura, ritrovata, ci guida in un processo di radicamento nelle profondità di chi siamo, per poterci ergere, solo così, alle altezze di chi possiamo diventare.

Vedremo come la Natura entra sì, in primis, come setting, ma la sua influenza è molto più ampia: coinvolge il linguaggio, entra negli spunti di riflessione come metafora, implica pratiche, mappe, riflessioni filosofiche e azioni concrete. La Natura, nella pratica dell’Ecopsicologia, diventa soprattutto ispiratrice di un ampliato senso di identità personale e umana che è quello il vero antidoto necessario per affrontare la crisi attuale, che può anche essere letta come una sfida evolutiva. 

L’impegno che ci aspetta è dunque quello di ampliare i confini: possiamo partire dalla conoscenza di noi stessi per arrivare a conoscere il mondo, o possiamo partire dalla conoscenza del mondo, per scoprire noi stessi. E in questo percorso, svolto in una direzione o nell’altra, impariamo a incontrare anche gli altri. È questo quello che fanno ecotuner, ecopsicologi, ecocounselor e green coach.

 


Marcella Danon
Ecopsicologa, direttrice di Ecopsiché
Editoriale marzo 2025 – Ecopsicologia NEWS